Il 30 maggio scorso il giudice Cristina Angeletti del Tribunale di Verona ha dato ragione a un uomo che si era visto negare l’indennità per malattia professionale, riconoscendo al contrario la validità della richiesta. Il caso riguarda un lavoratore che, a causa della propria mansione, è stato esposto per dieci anni a campi elettromagnetici indotti da trasformatori e cavi elettrici ad alta potenza, che passavano proprio sotto la sua postazione lavorativa.


In prima battuta l’Inail aveva rigettato la richiesta di indennità, non riconoscendo la qualifica di malattia professionale.

La pronuncia del giudice Angeletti fa seguito alle recenti sentenze dei tribunali di Ivrea e Firenze e a quella della Corte d’Appello di Brescia con le quali è stato riconosciuto il nesso di causa tra l’insorgenza di patologie tumorali al cervello e l’esposizione alle onde elettromagnetiche emesse dai telefoni mobili (cellulari e cordless).

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