Esiste un rapporto causa-effetto tra l’esposizione al campo magnetico a bassa frequenza da parte dei bambini e l’insorgenza della leucemia infantile?
Nel 1979, per la prima volta, la Dottoressa Nancy Wertheimer ed il Dr. Leeper, due ricercatori americani, evidenziarono un’associazione causa-effetto tra esposizione a campi elettromagnetici a bassissima frequenza ed aumento del rischio di leucemia infantile e del sistema nervoso, nei bambini residenti in abitazioni vicine a linee elettriche ad alto voltaggio.
In tempi più recenti (nel 1993) tre progetti svolti in Svezia, Finlandia e Danimarca, da Feychting, Ahlbom, Verkasalo, Olsen ed altri, hanno confermato gli studi precedenti, indicando un aumento dei rischi di leucemia e di tumori cerebrali in bambini residenti in case sottoposte a livelli di induzione superiori a 0,2 e 0,4 µT.

Non mancano però opinioni parzialmente discordanti a riguardo dell’associazione tra l’esposizione dei bambini al campo magnetico a bassa frequenza e la possibile insorgenza della leucemia infantile: “…considerando che a livello mondiale, i casi di leucemia infantile potenzialmente legati alla presenza di campi elettromagnetici in bassa frequenza, vanno da un minimo di 100 ad un massimo di 2400 all’anno, e che questi rappresentano rispettivamente lo 0,2% ed il 4,9% sul totale dei casi di leucemia, possiamo concludere che la relazione tra la presenza di campo magnetico in bassa frequenza e l’incidenza della leucemia infantile è limitata e comunque incerta…” (fonte WHO, World health organization, 2007).

Qual è la posizione della “IARC” (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) a riguardo del possibile rapporto causa effetto tra l’esposizione al campo magnetico a bassa frequenza da parte dei bambini e l’insorgenza della leucemia infantile?
Nel 2001 la “IARC” (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) che fa parte dell’ “OMS” (Organizzazione mondiale della sanità delle nazioni unite) ha inserito il campo magnetico a bassa frequenza in categoria 2B (potenzialmente cancerogeno) considerando un raddoppio del fattore di rischio cancerogeno (leucemia infantile) per esposizioni a valori di campo superiori a 0.4 µT.

Qual è la posizione dell’ OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) a riguardo del possibile rapporto causa effetto tra l’esposizione al campo magnetico a bassa frequenza da parte dei bambini e l’insorgenza della leucemia infantile?
La posizione dell’ “OMS” espressa in una conferenza del 2000 è che, pur non essendovi ancora nessuna prova convincente e certa che l’esposizione al campo magnetico a bassa frequenza provochi danni al DNA (sangue) e che quindi possa iniziare il processo di cancerogenesi, può essere comunque giustificabile applicare rigorosi principi precauzionali ed adottare sempre misure di sicurezza.

L’induzione magnetica a bassa frequenza ha incidenza sul DNA?
Un lavoro pubblicato di recente su “La medicina biologica” (n.4, 2010) cita la scoperta del medico biologo e virologo francese Luc Montagnier sulla capacità induttiva dell’acqua.
E’ stato scoperto che in presenza di onde elettromagnetiche a bassa frequenza come quelle che esistono in natura sulla terra (7Hz) le molecole d’acqua presenti all’Interno del DNA sono in grado di propagare queste onde con il risultato di riuscire a trasmettere e conservare fedelmente l’informazione genetica dello DNA per effetto di risonanza.

Esistono potenziali effetti nocivi per la salute delle persone esposte professionalmente (lavoratori) al campo magnetico a bassa frequenza?
Nel 1994 il ricercatore canadese Gilles Thèriault ha rilevato un accresciuto rischio di leucemie relativamente a lavoratori di tre società elettriche con esposizione media a livelli di induzione magnetica superiori a 0,2 µT.

In generale un gran numero di indagini epidemiologiche si sono occupate di soggetti professionalmente esposti: sebbene però si sia stato osservato un elevato rischio di cancro per soggetti esposti a valori di campo magnetico a bassa frequenza molto elevati (lavoratori in centrali di produzione dell’energia elettrica, elettricisti, saldatori ecc.) i tipi di tumore differiscono da uno studio all’altro.