L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha incluso l’inquinamento elettromagnetico tra le quattro principali emergenze del Pianeta.
Negli ultimi anni, complice la necessità di assicurare servizi tecnologicamente all’avanguardia a fasce sempre più ampie di popolazione, si è assistito a un notevole incremento del numero di impianti, sia nelle abitazioni sia negli ambienti di lavoro. Dai più piccoli agli anziani, oggi chiunque è esposto in maniera intensiva ai campi elettromagnetici.

Concretamente cosa temono di più le persone?

«La maggiore preoccupazione della popolazione riguarda la possibilità dell’insorgenza di malattie degenerative e cancro in seguito all’esposizione a campi elettromagnetici» dichiara Alessandro Miani, docente del Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali dell’Università degli Studi di Milano e Presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA). 
tuttavia, come riportato dal Prof. Luciano Mescia, esperto di Campi Elettromagnetici al Dipartimento di Ingegneria Elettrica e dell’Informazione (DEI) del Politecnico di Bari, “la ricerca scientifica non è ancora in grado di dare assicurazioni assolute circa l’impatto sulla salute delle emissioni elettromagnetiche ai livelli che si possono incontrare negli ambienti di vita”.

Quello che si può affermare con ragionevole certezza è che la frequenza di emissione dei campi comporta interazioni con la salute dell’uomo: è ormai certo che campi elettromagnetici a bassa frequenza incidono sulla stimolazione di nervi e muscoli mentre quelli ad altra frequenza incidono sul riscaldamento dei tessuti, seppure, in entrambi i casi, in presenza di livelli di esposizione molto elevati.


Qui è possibile leggere l’articolo dal quale è stata tratta questa sintesi nella sua completezza (pubblicato il giorno 26 febbraio 2018): http://www.ok-salute.it