Finalmente i ‘malati invisibili’ da chimica ed elettrosmog possono sperare di uscire dall’anonimato? In attesa di una revisione del Consiglio Superiore della Sanità, fermo alla delibera negazionista del 25 settembre 2008, l’elettrosensibilità esiste e l’ultimo affondo politico è un atto di sindacato ispettivo appena presentato in Senato. L’atto, forte dell’appoggio di sedici parlamentari appartanenti a diversi gruppi, critica fortemente le scelte del Ministro Beatrice Lorenzin, chiedendo il riconoscimento d’urgenza della Sensibilità Chimica Multipla.

Nell’interrogazione parlamentare si fa riferimento alle insormontabili difficoltà dei pazienti affetti da questa patologia, i quali, in caso di necessità, non hanno la possibilità di rivolgersi a una struttura medica, nemmeno al pronto soccorso, data la mancanza di ambienti adeguati e di competenze specifiche del personale medico. Questo comporta l’adozione dei cosiddetti ‘viaggi della speranza’, i quali hanno un costo esorbitante per i pazienti, tra spese per il viaggio e cure in un paese straniero, valga il caso, portato alle cronache anche dall’emittente TV2000 di una signora di Pistoia, Claudia Ranieri, la quale ha un posto prenotato in un clinica spagnola di Madrid, ma non può sottoporsi alle cure fino a quando non avrà reperito le risorse necessarie che, tra spese per il viaggio, soggiorno e relative cure, ammontano a ben 30.000 Euro!!

Ci si chiede se non sia più conveniente per la spesa sanitaria pubblica che le risorse impiegate in costosi ‘viaggi della speranza’ siano investite nella ricerca e nella creazione di ambulatori e reparti ospedalieri pubblici per lo studio ed il trattamento della patologia nel nostro Paese.

(Fonte: ilfattoquotidiano.it)