Ci sono decessi che avvengono nel silenzio, pressoché generalizzato salvo lodevoli eccezioni, degli organi di diffusione di massa e soprattutto delle istituzioni; parliamo del decesso di cittadini la cui scomparsa è dovuta ad una patologia, la sensibilità chimica multipla (Mcs) per la quale il nostro Stato non ha ancora adottato, a differenza dei cugini d’Oltralpe e di altri paesi, una normativa che la riconosca come malattia.
Questo riconoscimento darebbe la possibilità di accedere a cure adeguate senza che il malato sia costretto ad indebitarsi per sostenere costosi viaggi della speranza laddove esistono cure e strutture adeguate grazie ad una previdente legislazione.

Un colpevole ritardo che ha causato la scomparsa della signora Maria Donno, una signora leccese di 62 anni, arrivata a pesare 29 chili nella fase terminale della malattia. Dopo la chiusura della struttura presso la quale la signora era in cura, l’Imid di Campi Salentina, l’assenza di una struttura idonea alla cura di malattie ambientali, le è stata fatale. Un caso che ha fatto rumore è stato il decesso del signor Giancarlo Guiaro, bolognese, spentosi dopo una vita trascorsa a lottare contro la politica e un sistema sanitario non protettivo.
Il signor Guiaro si suicidò nel 2009 nello studio del medico che lo aveva in cura con un colpo di pistola dopo che, per curare l’Mcs si era indebitato, aprendo anche un contenzioso con la Regione Emilia Romagna sulle terapie effettuate in Germania (i viaggi della speranza dei quali si parlava in precedenza).

Il 2015 è stato l’Hannus Orribilis per i pazienti colpiti da Mcs; nel giorno della festa della donna una signora romagnola di 68 anni si è spenta dopo aver passato anni a lottare contro l’ASL regionale per il riconoscimento della sua patologia.
L’aver lavorato per anni in una fabbrica che faceva un uso diffuso di metalli pesanti tossici, aveva favorito l’insorgenza di una forma tumorale che aveva colpito lei e una grande quantità di suoi colleghi e persino l’imprenditore.
Si pensi che nel sangue della poveretta si trovarono sostanze quali alluminio, benzene e altre tossine.
Questo tragico elenco, in un paese civile dovrebbe far scattare immediatamente l’adozione di provvedimenti legislativi adeguati a fronteggiare quella che non è un’ipotesi di malattia ma una patologia, come i casi citati dimostrano, mortale in assenza di cure e strutture adeguate.

(Fonte: ilfattoquotidiano.it)