Esiste la possibilità che l’esposizione dell’essere umano al campo magnetico a bassa frequenza possa interferire negativamente sul funzionamento sul corretto funzionamento di apparecchiature vitali come ad esempio i pacemaker?
Si.
Si sono verificati casi in cui, in pazienti in cui è stato impiantato un pacemaker che si sono esposti al campo magnetico in bassa frequenza, si sono verificati malfunzionamenti, determinando in casi estremi, anche la cessazione della stimolazione.

Qual è la differenza tra radiazione ionizzante e radiazione non ionizzante?
La differenza sostanziale sta nel fatto che la radiazione ionizzante è caratterizzata da onde elettromagnetiche in grado di rompere i legami tra molecole (tra cui il dna), mentre la radiazione non ionizzante non è in grado di rompere questi legami chimici.
Le radiazioni ionizzanti sono caratterizzate da onde elettromagnetiche ad alta frequenza e lunghezza d’onda minore e trasportano più energia di quelle non ionizzanti che sono viceversa caratterizzate da bassa frequenza e lunghezza d’onda maggiore.

L’induzione magnetica a bassa frequenza è una radiazione ionizzante o una radiazione non ionizzante?
L’induzione magnetica a bassa frequenza è una radiazione non ionizzante in quanto il campo magnetico a bassa frequenza si trova nella regione dello spettro elettromagnetico a lunghezze d’onda relativamente grandi e frequenze relativamente basse, di conseguenza trasportano una quantità di energia tale da non essere in grado di rompere i legami chimici tra molecole.

L’induzione magnetica a bassa frequenza ha incidenza sul DNA?
Un lavoro pubblicato di recente su “La medicina biologica” (n.4, 2010) cita la scoperta del medico biologo e virologo francese Luc Montagnier sulla capacità induttiva dell’acqua.
E’ stato scoperto che in presenza di onde elettromagnetiche a bassa frequenza come quelle che esistono in natura sulla terra (7Hz) le molecole d’acqua presenti all’Interno del DNA sono in grado di propagare queste onde con il risultato di riuscire a trasmettere e conservare fedelmente l’informazione genetica dello DNA per effetto di risonanza.

Quali sono i possibili effetti nocivi a lungo termine sulla salute dell’essere umano causati dall’esposizione al campo magnetico a bassa frequenza?
Ad oggi, gli effetti a lungo termine si dividono in effetti non tumorali e ed effetti tumorali.
Gli effetti non tumorali segnalati sono stati disturbi di tipo neurologico come ansia, depressione, tendenza al suicidio, disturbi circolatori, disturbi del sonno, irritabilità, nausea e diminuzione della libido.
Una rassegna esaustiva dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) in accordo con la IARC (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) afferma che rimangono ancora questioni aperte sugli effetti non tumorali ed in particolar modo sulle malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e la Demenza Senile, ma anche a riguardo di casi di aborti spontanei, differenze della tempistica di secrezione della melatonina ecc.
Gli effetti tumorali sono a tutt’oggi ancora incerti ed in fase di studio da parte dei ricercatori mondiali; è abbastanza emblematico il caso della Leucemia infantile.