Il campo magnetico è un particolare campo di forza di tipo vettoriale-solenoidale, generato nello spazio dal moto di una carica elettrica o da un campo elettrico variabile nel tempo. Un campo di forza può essere definito come una regione di spazio attorno ad un particolare oggetto (sorgente del campo) nella quale si manifestano forze su altri oggetti della stessa natura della sorgente. Il campo magnetico, insieme al campo elettrico, costituisce il campo elettromagnetico, responsabile dell’interazione elettromagnetica. Il campo elettromagnetico quindi, è dato dalla combinazione del campo elettrico E e del campo magnetico B , solitamente descritti con vettori in uno spazio a tre dimensioni. Il campo elettromagnetico interagisce nello spazio con cariche elettriche e può manifestarsi anche in assenza di esse, trattandosi di un’entità fisica che può essere definita indipendentemente dalle sorgenti che l’hanno generata.
Quindi, il campo magnetico è generato da una qualsiasi corrente elettrica (per esempio la corrente che scorre in un elettrodotto ad alta tensione, impianto elettrico domestico ecc.) e si manifesta come forza che agisce su altre correnti elettriche.
Il campo magnetico oscillante è in grado di provocare correnti elettriche negli oggetti conduttori ad esso esposti: In particolar modo, genera apprensione il fatto che, siccome anche l’organismo umano è un conduttore, esposizioni a campi magnetici possono essere nocivi per la salute degli esseri umani.

Cosa si intende per induzione magnetica?
L’induzione magnetica è un fenomeno fisico per il quale un campo magnetico riesce ad indurre una differenza di potenziale ai capi di un conduttore, generando una corrente elettrica all’interno di quest’ultimo (ammesso che il circuito sia chiuso). Siamo quindi in presenza di induzione magnetica, quando un conduttore immerso in un campo magnetico viene attraversato da corrente elettrica.

Qual è l’unità di misura con cui si misura l’intensità del campo magnetico?
Nel sistema internazionale, l’unità di misura usata per definire l’intensità del campo magnetico è il tesla (T), termine che deriva dal nome dello scienziato statunitense di origine croata Nikola Tesla.
In particolare, si usano soprattutto i sottomultipli del tesla:

– “mT” = millitesla = 0.001 T
– “µT” = microtesla = 0.000001 T
– “nT” = nanotesla = 0.000000001 T

In altri paesi si usa invece un’altra unità di misura chiamata gauss (G).
Ecco gli esempi di conversione più usati da tesla a gauss:

100 µT = 1 G
10 µT = 100 mG
1 µT = 10 mG
100 nT = 1 mG

Cos’ è la frequenza del campo magnetico a bassa frequenza?
Il campo magnetico originato dagli impianti, sistemi e vari apparati connessi alla produzione, trasmissione, distribuzione ed utilizzo dell’energia elettrica, si definisce campo magnetico alternato perchè generato da corrente alternata (es. corrente ad uso domestico) che varia sinusoidalmente nel tempo.
La frequenza del campo magnetico, indica quante volte la sinusoide si ripete in un secondo e si misura in hertz (Hz).
NOTA: la frequenza non è indicazione di intensità.

Qual è il range di frequenza di un campo magnetico definito “a bassa frequenza”?
Un campo magnetico può essere definito in bassa frequenza all’interno del range che va da 0 Hz a 100 KHz.
Possiamo definire invece il campo magnetico a frequenza estremamente bassa (Extremely Low Frequency) nell’intervallo tra 0 Hz e 10 KHz.